SCENA III
Capitolo II
La danza invisibile
L'attrazione iniziò a crescere senza clamore, come una tensione che si infilava tra le pause. Lei parlava con disinvoltura, protetta dalla sua maschera, convinta di poter tenere sempre il controllo. Lui osservava e aspettò. Non inseguì, non riempì i vuoti. Guardò i dettagli che gli altri ignoravano: esitazioni minime, fratture brevi nella sicurezza, una crepa che lasciava intravedere altro. Più la sentiva trattenersi, più capiva che non era indifferenza. Era paura, e quella paura aveva il sapore dell'attrazione. A quel punto la domanda non era più se tra loro stesse succedendo qualcosa, ma chi stesse guidando davvero la danza.
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